17 Gen

Ormai è in essere la riforma dello sport in Italia, una riforma che può essere riassunta in pochi punti:

Nasce la società SPORT e SALUTE che sostituisce la Coni Servizi e avrà i fondi per gestire il sistema sport Italia.

La nuova società si occuperà anche di educazione Fisica e di attività per la salute dei cittadini.

Verrà nominato un super Manager e un direttivo formato da 3 membri nominati dal governo e 1 dal Coni.

Dei 410 Milioni all’anno per lo sport, 40 andranno al Coni e 370 alla Sport e Salute.

Le federazioni sportive riceveranno i soldi non più dal Coni ma dalla Sport e Salute.

 

Questi sono i punti che mettono subito in chiaro come il peso dello sport sia passato dal Coni al Governo. Questa riforma quindi sposta la valutazione dei fondi a disposizione, dagli atleti ( IL Coni è prettamente formato da atleti ed ex atleti) a figure nominate politicamente. Questo spostamento storico può risultare sia positivo che negativo, vedremo nella realtà come avverrà l’azione, sicuramente nella visione del governo c’è la volontà di utilizzare i fondi a disposizione per lo sport anche per argomenti quali l’educazione fisica e la salute dei cittadini, argomenti molto importanti che incidono sulla formazione e la salute dei cittadini. Questo significa più attenzione anche alle realtà giovanili territoriali e valorizzazione delle società sportive che puntano sui settori giovanili.

 

Personalmente vedo delle potenzialità in questa nuova visione dello sport italiano ma anche la creazione di potenziali problematiche proprio perché si passa da un mondo fatto dagli sportivi ad un mondo misto sport + politica.

 

Sicuramente negli ultimi mesi i fatti di cronaca hanno segnato pagine negative che non hanno avuto, secondo la mia opinione, una corretta risposta dalla politica. Il governo deve agire con tempestività e decisione contro coloro che non sono sportivi ma solo delinquenti, che creano odio e violenza fisica negli stadi e nelle nostre città. Quindi spero fortemente che l’intervento rivolto all’educazione fisica, sia anche focalizzato all’educazione del valore dello sport, del rispetto delle diversità e dei valori più alti dello sport.

 

Per quanto riguarda il passaggio delle competenze da figure sportive a figure di nomina politica, c’è sempre il dubbio della non competenza delle figure e soprattutto della valutazione puramente politica verso chi erogare i fondi, invece che fare valutazioni di meritocrazia e visione strategica di rilancio dello sport.

Attendiamo e vediamo i soggetti che verranno indicati e scelti e la loro azione. Sicuramente è un cambiamento che potrebbe dare molta energia allo sport e renderlo maggiormente protagonista nella vita di una persona.

Personalmente, come ripetuto molte volte, considero lo sport il luogo sociale, dopo le famiglie e la scuola, dove un soggetto viene formato ed educato.

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